La comunicazione video è il futuro
Nell’ultimo decennio le comunicazioni video sono passate dal mondo della fantascienza alla realtà di ogni giorno, presenti nelle nostre case, al lavoro e sui dispositivi mobili. Ciò nonostante, siamo ancora lontani dall’obiettivo di rendere le chiamate video semplici e a portata di tutti, come sono le telefonate al giorno d’oggi.
Non è facile immaginare un mondo in cui è possibile chiamare solamente determinate persone, o solo chi utilizza lo stesso operatore telefonico o ancora solo chi ha acquistato un cellulare di una marca piuttosto che un’altra. Cisco vuole appunto l’opposto per le comunicazioni video future, e in tal senso, si è appellata al Tribunale dell’Unione europea affinché riveda le condizioni della fusione di Microsoft e Skype approvata dalla Commissione europea. Messagenet, un provider di servizi VoIP europeo, si è associata a questo appello.
Non è stata di certo una decisione semplice. Cisco ha il massimo rispetto per la Commissione europea e stima Microsoft in qualità di cliente, fornitore, partner e concorrente. Non si è opposta alla fusione ma ritiene che la Commissione europea avrebbe dovuto porre alcune condizioni per assicurare l’interoperabilità basata sugli standard ed evitare così il rischio che le comunicazioni video possano essere controllate da un’unica azienda in futuro.
Questo appello è rivolto soltanto ad assicurare l’interoperabilità basata sugli standard nel settore delle chiamate video. Il nostro obiettivo è rendere le chiamate video semplici quanto inviare e-mail o alzare la cornetta. Oggi non è possibile fare chiamate video in maniera semplice e attraverso piattaforme diverse, cosa alquanto scoraggiante sia per i consumatori che per le aziende.
Siamo convinti che l’approccio giusto per tutto il settore sia di sostenere gli standard aperti, in modo da accelerare il processo innovativo, creare valore aggiunto e aumentare la scelta dei servizi video e di intrattenimento per tutti i consumatori.
Il settore delle comunicazioni video è a un punto di svolta cruciale con conseguenze davvero considerevoli. Basti pensare che in tre anni ci saranno quasi tre miliardi di utenti in Internet, con un’ampiezza media di banda di 28 Mbps e che un milione di minuti video (l’equivalente di 674 giorni) attraverserà Internet ogni secondo. Con la diffusione dei servizi video, i fornitori dovranno lavorare insieme per consentirne la crescita a livello globale e un’offerta di mercato diversificata.
Tutto il settore riconosce la necessità di una reale interoperabilità e dell’offerta di comunicazioni realmente “unificate”, specialmente tra i prodotti Microsoft e Skype e quelli Cisco e di altri pionieri nello sviluppo delle comunicazioni unificate.Il piano di Microsoft di integrare Skype esclusivamente con la sua piattaforma Lync Enterprise Communications potrebbe costringere le aziende che vogliono estendere le loro offerte ai 700 milioni di utenti Skype, ad implementare esclusivamente una piattaforma Microsoft.
Al centro della questione si trova la tipologia del modello di interoperabilità che verrà adottato. Un approccio permetterà a ogni fornitore di decidere con chi interagire mentre l’altro risulterà in un settore basato su standard definiti da organi istituzionali indipendenti. La scelta sarà cruciale nella determinazione del ritmo di espansione dei servizi video.
Un fornitore che implementa protocolli proprietari e interagisce in maniera selettiva, sposta l’onere dell’interoperabilità sul consumatore. Chiediamo rispettosamente quindi, che il Tribunale dell’Unione europea consideri il nostro appello e che la Commissione europea ponga in atto delle salvaguardie per incoraggiare l’innovazione e un mercato basato sulla libera concorrenza.

